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Dilettanti allo sbaraglio

 
 

Per commentare la drammatica vicenda di piazza San Carlo, con oltre 1500 feriti, alcuni gravi e ancora in prognosi riservata, non possiamo che rilanciare le parole di Stefano Lepri. Il senatore PD, sconcertato per “la disarmante sottovalutazione dimostrata da chi doveva tutelare sicurezza e ordine pubblico”, punta il dito contro il sindaco Appendino, che “prima ha tentato lo scaricabarile (…) e solo tardivamente si è detta pronta ad assumere le eventuali (sic) responsabilità. Ma chi dovrebbe averle? Lei si è tenuta lei la delega alla sicurezza urbana. Lei, assieme al prefetto, presiede il Comitato metropolitano per la sicurezza, che non è stato convocato per l’evento. Lei risponde per i pochi vigili impegnati quella sera, a causa del ponte e perché diversi sarebbero stati impegnati la mattina dopo per la domenica ecologica, poi per pudore annullata. Lei non ha fatto le ordinanze e gli altri atti necessari”.
Secondo Piero Fassino, intervistato da “Il Foglio” la sindaca torinese ha goduto sinora di “due rendite di posizione. La prima deriva dalla comparazione con la Raggi: l’amministrazione di Roma è talmente disastrosa che se la Appendino non muove un dito sembra una statista. La seconda deriva dal fatto che ha ereditato una città in piedi, amministrata bene”. “Con una macchina amministrativa”, chiosa Lepri, “che viaggia da sola”.
Questa volta però la macchina, guidata dal sindaco Appendino, ha sbandato vistosamente.  Non sappiamo se la prima cittadina è stata negligente per non creare intoppi all’amata Juventus, società per cui ha lavorato, emanazione di quel mondo targato FIAT (o FCA se volete essere aggiornati) che a Torino continua a muovere i fili del potere e che sembra aver adottato la sindaca 5stelle per guidarla nei suoi passi. Secondo una prassi consolidata da decenni, per amministrazioni di qualunque colore. Oppure se si è trattato soltanto di superficialità e pressappochismo.
Se così fosse, riportiamo la chiusa di Lepri: “Quando eravamo giovani sentivamo alla radio La Corrida, dilettanti allo sbaraglio presentati da Corrado. Facevano ridere, erano solo canzonette stonate. A Torino invece abbiamo poco da ridere”.

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Andrea Griseri - 2017-06-20
Nessuno lo ha detto in questa pudibonda città; ma sarebbe così semplice la conclusione! E cioè d'ora in avanti le piazze auliche non devono più accogliere manifestazioni che non solo si svolgono in condizioni di insicurezza (quanto siano strette le vie di fuga è evidente) ma ne minacciano la struttura architettonica e ornamentale; ospitare simili kermesse in una delle più belle piazze barocche d'Europa, quale idea balzana! E pretendiamo di avere una vocazione turistica! Non è questo il modo corretto per riempire di vita agli spazi comuni del centro cittadino senza trasformarlo in un museo; i madrileni in queste occasioni spediscono i tifosi al Santiago Bernabeu mitico stadio dei Blancos neppure si sognano di installare gli schermi in Plaza Mayor. Ma nessuno pronuncia questa elementare verità: non il sindaco, nè il prefetto, non l'opposizione, non l'Arcivescovo; potrebbe essere la Juventus: la prossima finale ( io sono Juventino e durante quel secondo tempo ho sofferto da bestia, mi auguro altre finali...) tutti allo Juve stadium! Ma no, da parte della società calcistica soltanto il silenzio e un educato sconcerto.
Giorgio Merlo - 2017-06-09
Ci tocca pure rimpiangere uno come Fassino. Come direbbe il grande Peppino De Filippo, "ho detto tutto"...
Stefania Pisano - 2017-06-09
Concordo con il Senatore Lepri, e anzi ricaro la dose affermando che purtroppo il Movimento 5S ha nelle sue "vene" la mancanza di cultura politica, prima di tutto. Da cui discende non solo l'idea, visibilmente puerile, che la politica si riduca solo ad "onestà privata", ma anche quella che, oltre all'onestà, per governare ci voglia solo competenza tecnica. Fa sorridere (e sono stata indulgente), sentir dire che il loro stile per scegliere gli Assessori o il capo di una segreteria politica, è quello di visionare i curriculum dei candidati. Quasi che amministrare politicamente ed amministrare un'azienda fossero la stessa cosa, faccende entrambe di tipo manageriale. E' un errore politico veramente autodistruttivo e gravisissimo (e ne stiamo sentendo fortemente gli strascichi). La politica non sono posti di lavoro! Governare è un'altra cosa,ciò che ne va di mezzo è la fiducia personale che ti è stata concessa. Spesso il cittadino-elettore è disposto a perdonare persino la "disonestà", ma non perdonerà mai la menzogna. Ci vuole tanto a capire che qualsiasi giustificazione a posteriori più o meno bizantina, qualsiasi gioco di parole, non regge, e che l'unica scelta che un politico serio ha davanti, di fronte a circostanze del genere, sono le scuse ufficiali? Senza aspettare settimane, senza tener nascosta nel "cassetto" la verità, nella speranza che nessuno la scopra. I fatti di Piazza S.Carlo, e non solo, credo che ce ne daranno prova alle prossime elezioni. Almeno spero!