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PIERO GENOVESE, UN ESEMPIO

di Pier Giorgio Manfredi, Mauro Milano e Gianni Raselli

di Pier Giorgio Manfredi, Mauro Milano e Gianni Raselli
19/01/2018

Valenza ha dato lunedì scorso l'addio a Piero Genovese, uno dei molti Popolari autentici che si sono fatti apprezzare nella realtà alessandrina e piemontese. Segretario provinciale della DC negli anni Settanta, è stato eletto in Regione per tre legislature, e Assessore dal 1985 al 1990. Ne pubblichiamo il ricordo di tre amici e collaboratori, unendoci al cordoglio dei famigliari e della comunità valenzana.
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L'APPELLO AI GIORNI NOSTRI

di Carlo Baviera, Giuseppe Davicino e Alessandro Risso

di Carlo Baviera, Giuseppe Davicino e Alessandro Risso
17/01/2018

Il 18 gennaio 1919 veniva diffuso lo storico Appello "ai liberi e forti", il manifesto politico attraverso cui Luigi Sturzo chiamava a raccolta le energie sociali, intellettuali ed economiche principalmente  del mondo cattolico - ma non solo - per entrare sulla scena politica nell'Italia uscita dalla Grande Guerra con il Partito popolare italiano. Pur consapevoli delle enormi differenze che separano la situazione sociale, economica, politica e internazionale di allora con quella odierna, ci siamo cimentati nella riscrittura e nell'attualizzazione dell'Appello sturziano. Calati nella stessa sensibilità culturale, abbiamo redatto una versione contemporanea del documento. La proponiamo come un primo strumento utile ad avviare il dibattito sull'attualità del pensiero sturziano che i Popolari piemontesi cercheranno di evidenziare e divulgare in questo anno che ci porterà al Centenario di fondazione del PPI.
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A UN ANNO DAL CENTENARIO

di Alessandro Risso

di Alessandro Risso
17/01/2018

Domani è il 18 gennaio e mancherà un anno esatto al Centenario di fondazione del Partito popolare italiano. La nostra Associazione, che è nata per mantenere vivi gli ideali e la tradizione del popolarismo sturziano, cercherà di preparare e onorare la ricorrenza nel migliore dei modi. Abbiamo già concordato una collaborazione con la Fondazione Donat-Cattin, che è il punto di riferimento dell'Istituto Sturzo per la conservazione in Piemonte della memoria storica e sociale del popolarismo. L'intenzione è riunire le forze con questi due prestigiosi Enti per la miglior riuscita delle iniziative di rievocazione e riflessione storica sull'esperienza del PPI e sui suoi frutti nell'evoluzione della politica italiana. L'obiettivo originale che pensiamo di ritagliarci come Associazione, è quello di evidenziare l'attualità del popolarismo e dei suoi valori come riferimento per la comprensione del tempo presente.
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CATTOLICIArchivioCATTOLICI

CATTOLICI IN AUTOCONVOCAZIONE

Lunedì 15 a Torino

Lunedì 15 a Torino
12/01/2018

Alla vigilia di Natale Dino Cassibba e Gaetano Quadrelli, due "cristiani inquieti" (come essi stessi si definiscono) attivi nel volontariato torinese, hanno diffuso una lettera "ai cattolici democratici, cattolici popolari, cristiano sociali" per esprimere loro considerazioni sull'impegno politico e sulla necessità di non rassegnarsi a una serie di derive, comportamenti e omissioni che caratterizzano il pensiero odierno e il modo di essere cittadini e laici impegnati nella res publica. Rinascita popolare ha orecchie attente su questi temi, e pubblichiamo volentieri in allegato la lettera per una sua più ampia diffusione. I due firmatari si sono fatti promotori di una "autoconvocazione" per "un incontro da cui far scaturire proposte promettenti di azione". La riunione è stata fissata per lunedì 15 gennaio, dalle ore 17.30, presso la sede della GIOC in via Vittorio Amedeo 16 a Torino. Sono invitate tutte le persone interessate.
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ECONOMIA E LAVOROArchivioECONOMIA E LAVORO

IL (POCO) LAVORO NELLA SOCIETA' DELLA CONOSCENZA

di Giuseppe Ladetto

di Giuseppe Ladetto
11/01/2018

L'impiego dei robot nelle attività manifatturiere e ora anche in molti servizi, unitamente agli strumenti digitali informatici nella comunicazione, nel commercio, nelle funzioni amministrative e in molte attività professionali, sembra ridurre sempre più il lavoro umano, non solo manuale. Tuttavia ci viene detto che questa è una visione pessimistica, perchè in passato il progresso tecnologico ha eliminato certe attività lavorative ma ne ha create altre. All'inizio della rivoluzione industriale, le prime macchine a vapore erano state viste come una minaccia dai lavoratori britannici che diedero vita a un movimento di opposizione all'introduzione di dette macchine negli stabilimenti (il luddismo), talora distruggendole. Poi si accorsero che la macchina a vapore applicata a diversi ambiti avrebbe creato molti più posti di lavoro di quelli persi, e l'opposizione alle innovazioni cessò.
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ECONOMIA E LAVOROArchivioECONOMIA E LAVORO

ORA SI DEVE REDISTRIBUIRE IL LAVORO

di Stefano Lepri

di Stefano Lepri
11/01/2018

In questa legislatura abbiamo discusso su come, attraverso forme di redistribuzione del lavoro, si possa aumentare l'occupazione. Queste idee non sono diventate leggi poiché è prevalsa l'esigenza di far ripartire l'economia. Si è detto: prima preoccupiamoci di allargare la torta, poi del modo in cui tagliarla. Si è poi aggiunta la volontà di escludere soluzioni inefficaci. Ad esempio, la scelta francese delle 35 ore è stata modificata dopo pochi anni, in quanto ha determinato un aumento del costo orario del lavoro e quindi ridotto la competitività delle imprese. L'Italia non ha sviluppato una politica per redistribuire le ore lavorate. Il part-time non è mai decollato, soprattutto per l'assenza di veri vantaggi per le imprese e i lavoratori. Lo straordinario è quasi detassato, con un'imposta sostitutiva secca del 10%. Il risultato è che il numero di ore lavorate mensili pro capite risulta maggiore che in quasi tutti gli altri Paesi europei.
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ECONOMIA E LAVOROArchivioECONOMIA E LAVORO

COME AFFRONTARE LA PIAGA DEL PRECARIATO

di Leonardo Becchetti

di Leonardo Becchetti
10/01/2018

Il 2017 è finito con lo scioglimento delle Camere e con l'economia in ripartenza, cioè con i dati su PIL e disoccupazione che da qualche tempo hanno finalmente preso la direzione attesa. Tanto che, relativamente a novembre, si registra un ritorno ai massimi livelli di occupazione (oltre 23 milioni, il 58,4%). Eppure anche nell'Italia del 2018 l'area del risentimento e del rancore non sembra destinata a ridursi o esaurirsi. Solo colpa di fake news ed esasperazioni alimentate ad arte o c'è qualcosa di più? Se andiamo oltre statistiche troppo sintetiche (col dato unico per tutto il Paese è come se ci fermassimo sempre al pollo a testa di Trilussa) che non fotografano accuratamente l'Italia nelle sue diverse componenti scopriamo che la ripresa economica è una "festa" a cui ancora molti, troppi non partecipano.
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CATTOLICIArchivioCATTOLICI

CATTOLICI SENZA PARTITO?

di Alessandro Risso

di Alessandro Risso
04/01/2018

Poco prima di Natale è uscita l'ultima fatica editoriale del nostro amico Giorgio Merlo, intitolata Cattolici senza partito? Nell'agile volume delle Edizioni Lavoro, di cui Guido Bodrato ha scritto la prefazione, Merlo fa il punto su un tema che seguiamo con attenzione e trattiamo di frequente qui su "Rinascita popolare": l'impegno politico dei cattolici.   Per prima cosa l'autore si domanda se i cattolici si possono ancora considerare dei protagonisti nella vita politica italiana, che in questa fase sta vivendo un confuso fermento di iniziative sia a sinistra sia nell'arcipelago dei centristi che guardano a destra (o che guardano a un loro posizionamento nel possibile governo della destra). E i cattolici democratici e sociali, cioè i Popolari?
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EDITORIALIArchivioEDITORIALI

LA COSTITUZIONE NELL'EPOCA DEL POPULISMO

di Guido Bodrato

di Guido Bodrato
30/12/2017

Il 22 dicembre del 1947, l'Assemblea Costituente, eletta un anno prima nello stesso giorno del referendum istituzionale, approva la Costituzione della Repubblica. Oggi i partiti che hanno votato quella Carta con una maggioranza che oggi sarebbe definita "bulgara", non siedono più nel parlamento. Ma i principi e i valori sanciti dalla "Costituzione più bella del mondo" che affonda le sue radici nella Resistenza, continuano ad essere un sicuro riferimento per il popolo italiano. Tuttavia siamo consapevoli che le grandi trasformazioni verificatesi in pochi anni - in qualche caso impreviste e spesso irreversibili - stanno mettendo alla prova molte antiche convinzioni e fanno discutere anche l'ordinamento costituzionale. Per questa ragione è bene partire dalla riflessione di alcuni politologi occidentali, secondo i quali  in tutto il mondo "stiamo assistendo al declino della democrazia e al dilagare del populismo autoritario..." 
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ECONOMIA E LAVOROArchivioECONOMIA E LAVORO

SE I FAMOSI 80 EURO...

di Franco Maletti

di Franco Maletti
30/12/2017

Se il PD di Renzi continua a farsi vanto della distribuzione degli 80 euro netti mensili come se questo rappresentasse la chiave di volta per la ripresa economica e il riscatto dei lavoratori, senza rendersi conto di cosa significa utilizzare fondi pubblici per dare soldi a chi ha già un lavoro piuttosto che trovare soluzioni per chi il lavoro non ce l'ha, allora non ci siamo. Se sono un vanto anche gli interventi fatti a favore delle aziende, dal jobs act agli sgravi fiscali, dall'abolizione dell'art.18 alle "aziende 4.0" (chissà poi cosa vorrà dire?), anche qui non ci siamo. Perché provvedimenti del genere possono avere una loro giustificazione quando governano le destre. Ma, soprattutto, non risolvono i problemi occupazionali:
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